Il Gelato? Più sano se a colori!

Il Gelato? Più sano se a colori!

Se fatto a regola d’arte, il gelato è un toccasana per l’organismo e può essere consumato per un pasto veloce. Esso infatti contiene tutti i macro e micronutrienti, e non solo zuccheri e grassi ma anche proteine, minerali e vitamine presenti nei suoi ingredienti base: latte, zucchero, uova, frutta e panna.

Ecco che se fatto con questi ingredienti si può parlare di gelato “nutraceutico” e cioè di un prodotto ad alto valore nutritivo che se assunto nelle giuste dosi può apportare reali benefici alla salute e aiutare nella prevenzione di alcune patologie dovute all’età. Via libera allora a frutti di bosco, lampone, cioccolato…l’importante è che sia prodotto in maniera artigianale e con gli ingredienti adeguati. Ma sono soprattutto i sorbetti, cioè i gelati a base di acqua e frutta ad essere più salutari, a patto però che siano prodotti con almeno il 70% di frutta contro il 30% che si usa in generale. Solo se prodotto in questo modo, può creare beneficio al nostro organismo proteggendo i capillari e il sistema cardiovascolare.

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Proprio al SANA di Bologna, dal 7 al 10 Settembre, Roberto Lobrano gelatiere e docente presso la Carpigiani Gelato University presenterà i “sorbetti nutraceutici”, raccontandone le proprietà nutrizionali e terapeutiche.

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Gelato Business - Intervista a Roberto Lobrano

Gelato Business - Intervista a Roberto Lobrano

Negli ultimi anni il gelato è diventato sicuramente un’industria molto redditizia in Italia e non solo (continuano a nascere e proliferare catene nelle ns.città). Gelato industriale o artigianale, cosa si nasconde dietro queste etichette e come sta cambiando la tecnologia in questo settore?

Ne abbiamo parlato con Roberto Lobrano, il titolare di IceRock Consulting (Figlio d’arte, il padre Sergio è gelatiere dal 1976 ed è stato per molti anni Presidente del Comitato Gelatieri della Provincia di Savona – Gelato d’Arte.)

Dott. Lobrano, la sua passione per il gelato nasce in famiglia,  lei infatti è figlio d’arte, il suo percorso in questo campo però non è stato in discesa, ha collaborato con numerosi maestri gelatieri, tra cui Luca Cavieziel, Angelo Grasso e Donata Panciera, queste esperienze cosa le hanno insegnato?

Il mio percorso formativo nel mondo del gelato è stato quello tipico del figlio “unico” di gelatieri:  all’inizio subìto e poi via via sempre più consapevole. Ho avuto la fortuna di avere un padre con un atteggiamento di apertura e condivisione con i colleghi. Grazie ai numerosi corsi di aggiornamento che ha organizzato tra gli anni ’80 e ’90 (quando era presidente del Comitato Gelato d’Arte di Savona), ho potuto vedere all’opera da vicino i maestri che lei ha citato e anche molti colleghi meno famosi ma altrettanto bravi e preparati. Sento che quello che sono ora, dipende molto da quello che sono riuscito a raccogliere da ciascuno di loro. Quando alla fine degli anni ’90 pensavo di essere pronto per l’insegnamento mi sono invece accorto che un conto è saper fare un mestiere, altro è saperlo trasmettere. Dai miei maestri ho imparato l’umiltà di essere sempre in “formazione”, di non sentirsi mai arrivati e che è necessario far sentire le altre persone a proprio agio e non porsi su un piedistallo, ma mettersi a disposizione per condividere le esperienze. Ho imparato tanto anche da molti allievi…

Il suo libro “Gelato Business: start-up e marketing innovativo in gelateria” approfondisce i temi e i problemi collegati al gelato artigianale, ci racconta come nasce l’idea?

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