Essere imprenditori nel mondo del gelato

Essere imprenditori nel mondo del gelato

“L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai.

Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare…”

Steve Jobs

Indipendentemente dalla natura o dal valore delle motivazioni che possono spingere un aspirante imprenditore verso il settore della gelateria, dalle sue esperienze, capacità e attitudini, ci sono tre momenti fondamentali che in ogni start-up si devono affrontare:

  1. Il momento creativo

L’imprenditore deve avere la capacità di generare un’idea, di creare qualcosa di nuovo affrontando l’ignoto. Qui entra in gioco la creatività dell’individuo. Naturalmente non è detto che si debba necessariamente pensare a sovvertire il mercato con un’idea geniale e innovativa. Si può anche semplicemente voler aprire un locale tradizionale perché in una data zona si è capito che il mercato lo richiede. In un settore a forte frammentazione d’impresa come quello della gelateria artigianale, può non essere necessario che l’idea imprenditoriale sia innovativa a tutti i costi. In ogni settore vi è un certo turn over, inoltre l’innovazione potrebbe riguardare anche solo una parte del progetto, un determinato servizio, la modalità di vendita o magari l’organizzazione stessa dell’impresa.

  1. Il momento della verifica

Una volta focalizzata l’idea è necessario verificarne la coerenza con le proprie attitudini personali. Si tratta di effettuare un’autoanalisi delle caratteristiche utili per poter portare a compimento il progetto (il test che segue verte proprio su questo). Tale analisi non ha lo scopo di vedere se siamo tagliati o meno per fare un determinato mestiere, ma di verificare eventualmente cosa ci manca e cosa migliorare per poterlo realizzare se ci crediamo davvero.

  1. Il momento dello sviluppo

Una qualsiasi attività imprenditoriale, anche quella apparentemente più semplice, cela molte complessità. Fino a quando l’idea non sarà messa chiaramente nero su bianco, non ci si può rendere pienamente conto di tutti gli aspetti da considerare poiché la nostra idea possa avere successo. La realizzazione pratica di un documento di fattibilità organico e dettagliato, che faccia emergere tutti i fattori per realizzare un concreto programma di lavoro, è un passo imprescindibile per l’imprenditore serio e capace.

Attitudini

Esistono dei requisiti fondamentali che un imprenditore dovrebbe possedere. Alcuni di questi sono innati altri si possono acquisire. Sicuramente è necessario essere curiosi e possedere una mente agile, poco incline ad ancorarsi a modelli di pensiero rigido. Occorre sapersi liberare dagli autoinganni che spesso la nostra mente ordisce, avere la capacità di osservare il mondo che ci circonda da prospettive diverse per coglierne sfumature che ad altri possono sfuggire. Bisogna inoltre saper trasformare i propri limiti e gli errori commessi in opportunità di cambiamento, ovvero saper imparare dai propri errori.

Ma andiamo per ordine e vediamo quali sono le altre attitudini e le abilità più importanti che se non ti appartengono, dovrai sviluppare o magari cercare nei tuoi partner. Anche perché potresti decidere di intraprendere la tua attività insieme ad altre persone.

Di solito le società nascono per questo, e quelle che funzionano sono composte da persone con abilità e attitudini diverse che si completano, facendo diminuire così le probabilità di entrare in conflitto.

Questo approccio ha a che fare con la conoscenza dei propri limiti. Se conosci te stesso e sai cosa puoi o non puoi fare, riuscirai a capire quale persona ti manca per completarti e portare a termine i tuoi progetti.

Oppure a chi delegare certi compiti che non ti sarebbero congeniali. Ecco, anche la capacità di delegare è davvero importante per un imprenditore.

Sicuramente dovrai avere una certa propensione al rischio. Se non la si possiede, allora si è destinati a essere dei dipendenti a vita. Qualcuno la chiama incoscienza, ma non è proprio la stessa cosa.

L’imprenditore si misura ogni giorno con scelte da fare e conseguenze con le quali misurarsi. Occorre coltivare l’autostima e pensare che gli errori sono parte del gioco: basta sapersi assumere le proprie responsabilità e imparare rapidamente la lezione in modo da evitare di risbagliare in futuro.

Altre capacità importanti che dovrebbe avere l’imprenditore sono lo spirito di adattamento e il problem solving: cioè gestire con freddezza e prontezza di spirito anche le situazioni più imbarazzanti.

Perdere le staffe è sintomo di scarsa pazienza e d’instabilità emotiva. Essere pazienti ed equilibrati, sono due doti importanti per un buon imprenditore, ma soprattutto per un leader.

Ecco: la leadership è qualcosa che ha a che fare con la percezione che gli altri hanno del ruolo ricoperto dal “capo”.

Non c’è leadership se non c’è sia l’autostima, che il rispetto verso gli altri. La leadership è un “dono” che viene dato a chi la merita e non la si ottiene con l’autoritarismo.

Un leader naturale è rispettato mentre un leader autoimposto è probabilmente solo temuto. Il motivo principale per il quale le persone lasciano le aziende non è tanto legato allo stipendio o alla tipologia di lavoro, ma ai propri capi.

Quindi in definitiva le capacità sono comportamenti coscienti che la persona adotta nella conduzione delle proprie attività in funzione di ottenere il massimo dei risultati in modo efficiente, ovvero con il minimo sforzo.

 

Le competenze

Ogni imprenditore deve sviluppare o acquisire il know-how e le competenze necessarie a guidare un’azienda in espansione, compresa anche la concreta, ma essenziale, capacità di gestire il cambiamento sia a livello personale che dell’organizzazione stessa.

Le competenze utili sono di tre tipi:

  1. di carattere tecnico. Ad esempio com’è fatto il gelato, quali sono gli ingredienti, come viene prodotto, quali macchinari servono,…;
  2. di carattere gestionale. Come si gestiscono gli ordini, come si organizza il magazzino, quali sono le procedure della normale amministrazione, come viene inquadrato il personale, come si ottimizzano i costi di gestione,…;
  3. di carattere commerciale e di marketing. Come comunicare alla clientela l’immagine del proprio prodotto, che tipo di promozioni o pubblicità conviene fare, quali canali utilizzare e con quale tono di voce, eccetera.

Le competenze sono quindi un bagaglio nozionistico frutto di ricerca e di studio e possono essere acquisite in tempi più o meno lunghi a seconda delle singole individualità e dei percorsi formativi che si decide di intraprendere.

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Come ad esempio:  

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