è mancato il più grande maestro gelatiere che abbiamo mai avuto

è mancato il più grande maestro gelatiere che abbiamo mai avuto

“Guarda pà l’ho finito. Secondo te a chi potrei farlo leggere prima di mandarlo all’editore? Non sono così sicuro che possa essere apprezzato, nessuno ha mai pubblicato prima d’ora un libro sul marketing del gelato artigianale…”.

“Secondo me dovresti farlo leggere a Luca Caviezel, questo è il suo numero, chiamalo…” mi risponde mio padre guardandomi un po’ di traverso.

E io: “Il Maestro Luca Caviezel? E come faccio, no figurati se gli interessa quello che posso scrivere io… E poi non ho nemmeno il coraggio di parlargli. E se mi dice che non ha tempo? E se poi lo legge e non gli piace?”.

“Non ti devi preoccupare, Luca è un amico ed è una persona molto disponibile e gentile, vedrai che ti risponde, e poi se non gli piace almeno te lo dice una persona che ne sa, e potrai fartene una ragione…”.

Brutale, diretto, ma assolutamente vero…

“Ok, allora lo faccio.” L’ho fatto e il Maestro non si è soltanto limitato a leggere il libro. Ha insistito (!) per poter scriverne la prefazione. Era il 2004.

Per me è stato il momento dell’epifania che mi ha catapultato nel mondo del gelato con occhi diversi e con un’energia che non pensavo potessi mai avere.

Successivamente ho avuto la fortuna di conoscerlo meglio e di diventare suo amico, di poter condividere con lui passeggiate sull’Etna, pranzi di pesce nel suo ristorante preferito, incantarmi a vedere tutto il suo materiale sulla musica classica che teneva nel suo studio pieno di libri, carpette (come le chiamava lui) e ritagli di riviste provenienti da diverse parti del mondo.

Un giorno mi disse “Vieni Roberto, ti faccio vedere la cosa più preziosa che ho in questa stanza.” Ed io mi immaginavo chissà quale antico documento storico del gelato trovato chissà dove… e lui tirò fuori un quaderno con i suoi preziosi autografi dei più grandi musicisti e direttori d’orchestra che era riuscito a farsi fare durante la sua vita di appassionato di musica. Quello era il suo documento più importante. E per me, da musicista (più rockettaro che classico a dir la verità) è stata un’altra rivelazione che me lo ha reso ancora più vicino di quanto già non lo fosse.

Insieme abbiamo creato il gruppo dei Gelatieri per il gelato con il suo eterno amico Carlo Pozzi e abbiamo fatto alcune battaglie per il bene del gelato e dei gelatieri, non sempre compresi, non sempre apprezzati. Ma anche questa è la vita, per chi prende posizione e porta avanti degli ideali.

Ho conosciuto sua figlia Patrizia con la quale abbiamo da subito instaurato un bel rapporto di amicizia e di stima reciproca.

Sono stati anni bellissimi e pieni di bei ricordi. Per me Luca è colui che, dopo mio padre, ha fatto di più per farmi amare questo lavoro. Al di là dei libri che ha scritto, ma per l’amico paterno che è stato, almeno fino al 2017. Poi non mi è stato più possibile incontrarlo.

Questa è la mia storia con Luca Caviezel, ma ce ne sono centinaia di persone come me, che hanno assorbito la sua conoscenza e si sono alimentati della sua passione.

Ciao Luca vai a dirigere l’orchestra degli angeli e insegna loro l’arte delle dolcezze siciliane.

Noi quaggiù non ti dimenticheremo, mai.

Roberto Lobrano 20/12/2020

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